Poesia per restare (o forse) diventare umani

Il 21 marzo 2024 ricorrono perciò 25 anni e ci sembra di celebrare nel modo migliore questo particolare anniversario lasciando le parole alla poesia e, con essa, alla nostra umanità.

Abbiamo scelto la voce di due poetesse:

A quella porta della pace celeste
bussa spesso il pensiero e a due umani
che testimoni si fecero del nome
a caro prezzo, come sempre avviene.
Chissà dopo trent’anni dove sono
– lui che schivava lui che saltellava –
temerari di pace sulla terra
soppressi oppressi chiusi in manicomio.

Tu, giacca in mano e buste della spesa,
quale sguardo hai lanciato al guidatore
mentre gridavi: basta col massacro?
E tu, alla guida dentro il carro armato
– sorte compagna, direzione ignota –
no, tu non travolgesti la memoria.
“Piazza Tienanmen 5 giugno 1989” Anna Maria Curci

Il fioraio
è andato in città a vendere i fiori
e li ha venduti tutti.
Povero e solitario fioraio.
I fiori che curava sono andati via tutti.
Il fioraio adesso è solo nella sua casetta
mentre il sole tramonta.
Il fioraio
sogna la felicità
per i fiori che ha venduto.
“Il fioraio” Misuzu Kaneko, poetessa giapponese (1903-1930)

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